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Marche Motocicli (A)
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Tutte le Case motociclistiche Italiane
In questa pagina
ed altre collegate, vi sono 579 marchi di Ditte
che nel ventesimo secolo hanno costruito: cicli,
motocicli, motoleggere ed altro.
Quasi sempre, il marchio, o il logo, come vengono
chiamati delle varie Case motociclistiche, non
sono altro che il nome del fondatore. Molte
volte però, dietro a sigle o disegni si nascondono
abbreviazioni e/o slogan che rivelano le origini
della marca. Menzionarli tutti, sarebbe interessante
ma praticamente impossibile, le fabbriche di
motociclette, da cento anni a questa parte,
si dice siano state all'incirca cinquemila!
Eccone, una piccola parte, scelti tra quelli
italiani, storicamente più o meno importanti.
L'autore di
queste pagine attinenti ai marchi, non è responsabile
per il contenuto in quanto trattasi di giorni
e giorni di ricerche effettuate su vecchie riviste
del settore, quotidiani, libri, internet e quant'altro,
pertanto declina ogni responsabilità.
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ABIGNENTE
1926-29
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Motocicletta prodotta dal 1926, dotata di un
motore a due tempi di 345 cc.
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A.I.M.
1976-86
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Casa costruttrice (le cui iniziali
stanno per Assemblaggio Italiano Motocicli)
che inizia la produzione di motociclette nel
1976, con sede prima a Prato, poi a Vaiano (Prato).
I primi modelli con motori Sachs sono destinati
al cross e alla regolarità, nelle cilindrate
di 50 e 125 cc. Sempre nel 1976 vengono realizzati
anche ciclomotori equipaggiati con motori Franco
Morini, sia monomarca (A1, Mini Girl’s e Cross
Boy) sia dotati di cambio a quattro marce, come
il modello Jumbo. Negli anni seguenti, alla
serie cross si aggiunge anche una versione di
250 cc e la serie enduro viene ampliata con
le versioni di 100, 175 e 250 cc. Negli anni
Ottanta, la produzione viene limitata alle cilindrate
50/80 (sia da enduro che da cross) e al ciclomotore
Baby Trial (1982). Nel 1983 è in listino solo
un ciclomotore, lo ZB1, che rimane l’unico modello
in produzione fino al 1986, anno in cui la fabbrica
chiude.
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A.P.E.
1923-25
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La A.P.E. venne fondata nel 1923 da Ermanno
Agostinelli, Meccanico e tornitore di San Michele
al Fiume, e Luigi Perone, Ufficiale Postale
di Mondavio (PU), costruisce motoleggere utilizzando,
(prima Casa Italiana) il motore francese a due
tempi Traln. Prodotte nella versione sport e
turismo, con poche differenze tra loro. Nel
1924 continua la produzione con migliore e dettagli,
ma l'anno seguente dopo aver costruito pochissimi
esemplari, nessuno dei quali giunti a noi, scompare
dal mercato.
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ABRA
1923-27
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Ideata da Alfeo Rodolfi, è una bicicletta a
motore prodotta intorno al 1923 equipaggiata
con motore D.K.W da 123 cc.
Motocicletta 125 del 1924
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ACCOSSATO
1973-89
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Casa motociclistica con sede a Moncalieri (Torino)
fondata nel 1973 da Giovanni Accossato. Produce
in piccola serie modelli di 50 cc riservati
al cross fino al 1979, anno nel quale introduce
sul mercato anche motociclette enduro che prendono
parte a campionati minori di fuoristrada.
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ACSA
1954
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Casa con sede a Bologna che, nel 1954 produce
il ciclomotore Veltro. Motori applicati sotto
la pedaliera, arrivano fino a 75 cc. |
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AD
1924-27
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Pochissime le informazioni disponibili
riguardo a questa motocicletta, si sa solo che
viene costruita da Antonio Dio, da cui la sigla,
fino al 1927.
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AERMACCHI
1945
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Fabbrica di aerei di Varese,
iniziò con un motocarro a tre ruote chiamato
commerciale Macchi MB1, la produzione continuò
fino al 1951, anno in cui venne presentato lo
scooter Macchi 125 N, entrambi i modelli uscirono
dai progetti di Lino Tonti. Nel 1956 apparve
l'avveniristica Chimera, il cui motore da 175
cc con valvole in testa fu per molti anni la
base dei modelli da 175 fino a 350 cc. Nel 1960
la Harley-Davidson acquistò il 50% della Aermacchi,
vendendo i suoi prodotti negli Stati Uniti con
il proprio marchio. Nel 1967 apparve una monocilindrica
a due tempi da 125 cc. Le bicilindriche a due
tempi da corsa vinsero il campionato mondiale
250 e 350. Nel 1974 la HarleyDavidson assunse
il controllo totale della casa italiana. 1978
La Harley-Davidson vendette alla Cagiva.
Scooter 125 del 1952
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AEROCAPRONI
AEROMERE
1950-64
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Dopo la guerra la fabbrica di
aeroplani Caproni entrò nella produzione motociclistica
costruendo una motocicletta a due tempi da 48
cc. Nel 1951 apparve il Capriolo da 75 cc, con
un motore avanzato dotato di valvole in testa,
cambio a quattro marce e telaio in acciaio stampato.
In seguito vennero prodotte alcune versioni
da 100 e 125 cc. Nel 1954 la Caproni costruì
una 150, con motore trasversale a due cilindri
contrapposti, telaio in acciaio stampato e trasmissione
finale a catena. Nel 1958 la ditta cambiò nome
in Aeromere, ma la serie di moto da 75, 100
e 125 cc era ancora nota con il nome Capriolo.
Tutta la produzione di motociclette terminò
nel 1964.
Scooter 150 del 1951
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AESTER
1932-35
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Fabbrica del torinese che costruì
motociclette utilizzando motori a quattro tempi
da 150 e 500 cc.
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AETOS
1912 -14
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Motocicletta costruita a Torino
nei primi anni del novecento, dalla Ditta Pozzi.
Utilizza un motore bicilindrico di 500 cc, ed
eroga una potenza di 3,5 CV.
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AGOSTINI
1991
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Produce ciclomotori a due tempi
da 50 cc con motori Franco Morini (nessun rapporto
con il Giacomo ex campione del mondo).
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AGRATI
1958-65
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Produttore di componenti per
biciclette, costruì dal 1958, lo scooter Capri
da 70, 80 e 125 cc ed anche il Como da 48 cc.
Nel 1960 rilevò la Garelli utilizzandone il
nome fino al 1965.
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ALATO
1923-25
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Piccola Casa motociclistica fondata
dai fratelli Mario e Giulio Gospio di Torino,
che produce un modello, con motore di propria
realizzazione, di 131 cc. Anche se si tratta
di una moto valida, la Alato non riesce a emergere
nel sovraffollato mercato dell’epoca.
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ALCYON ITALIA
1926-28
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Costruì moto su licenza della francese Alcyon
da 98 e 350 cc.
Motocicletta 350 del
1925 |
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ALDBERT
1951-58
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Piccola Casa sorta a Milano.
Produce motociclette sportive molto interessanti,
tra cui alla fine del 1955 una 175 cc, la Razzo,
in grado di toccare i 150 km/h. Seguono i modelli
Gran Sport 175 cc, Turismo Sport e Super Sport
di 160 cc, e alcune versioni di un ciclomotore
di 49 cc.
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ALFA
1923-26
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Con questo marchio vengono costruite
a Udine motociclette di piccola cilindrata (125
e 175 cc) che utilizzano motori JAP Norman ed
anche Blackbune. Si ha notizia, ma non certezza
anche di una 350 cc sportiva realizzata nel
1927.
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ALGAT
1992
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Ha costruito un ciclomotore pieghevole chiamato
Plico da 22 cc. |
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ALIPRANDI
1925-31
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La Aliprandi di Milano realizza
pochi esemplari di motociclette che utilizzano
vari motori, tra cui Moser JAP da 175 e 250
cc. Sono da segnalare anche motoleggere di 125
cc. Nel 1928 entra in produzione una 350 cc
e una 500 cc in grado di toccare 135 km/h.
Motocicletta 500 del 1930
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ALKRO
1992 -
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Produce ciclomotori pieghevoli da 48 cc. |
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ALMIA
1924-26
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Costruì motociclette utilizzando
motori commerciali a due tempi di 125 cc.
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ALPINA
1923-26
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Piccola azienda che ha prodotto motociclette
a due tempi. |
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ALPINO
1944-62
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Si tratta di uno dei primi micromotori
italiani, già prodotto in piccola serie nel
1945 dalla Motobici di Stradella (Pavia), una
delle maggiori fabbriche italiane di motori
e ciclomotori. Al termine della Seconda guerra
mondiale la produzione si intensifica e l’Alpino
si diffonde rapidamente, anche grazie alla fama
di essere praticamente indistruttibile, restando
senza modifiche fino al 1948. Poi ne vengono
prodotte diverse versioni, il modello S di 48
cc (70 chilometri con un litro di miscela, velocità
di 40 km/h), il modello ST di 63 cc e il modello
R di 48 cc. Sempre nel 1948 la Motobici costruisce
il ciclomotore Piuma, con motore di 60 cc, e
una motoleggera con motore di 98 cc. La produzione
nel 1951 comprende i ciclomotori R48, C48 e
F48. Viene realizzata anche una motoleggera
di 125 cc, derivata dal precedente modello di
98 cc, e viene presentato lo scooter F48, di
48,9 cc, dal telaio assai originale. La gamma
dei modelli Alpino viene ampliata nel 1952 con
nuove versioni della motoleggera di 125 cc.
In questo stesso anno un Alpino di 75 cc, dotato
di speciale carenatura, supera sul chilometro
lanciato la velocità di 128 km/h, e la scuderia
Perales, creata dai concessionari della Motobici
Alpino per l’Argentina, utilizza un motore di
75 cc su un ciclomotore provvisto di una strana
carenatura a uovo e con questo mezzo batte il
primato mondiale nel miglio con partenza lanciata,
con la velocità di 92,180 km/h, e il primato
mondiale del chilometro, alla velocità di 129
km/h. Altri primati vengono raggiunti con un
Alpino 50 in grado di raggiungere una velocità
massima di 82,216 km/h. In occasione di questi
tentativi è collaudata a Monza anche una nuova
motoleggera Alpino di 75 cc. Alla fine del 1953
i ciclomotori sono l’Alpetta R48, l’F48, con
motore di 48,9 cc, senza cambio, e il Roma,
con lo stesso motore ma cambio a due velocità,
e lo scooter F48. Le motoleggere sono i modelli
di 75 e 125 cc. La produzione Alpino del 1954
e 1955 utilizza quasi esclusivamente motori
a due tempi, un motore quattro tempi equipaggia
soltanto la motoleggera 175 4T di 173,6 cc (velocità
di 100 km/h). Per le corse viene preparata una
moto di 74 cc in grado di raggiungere la velocità
di 120 km/h. Nel 1956 viene prodotto uno scooter
di 75 cc e la motoleggera di 125 cc è venduta
in due versioni. Nel 1957 è in listino il T48,
ciclomotore di 48,9 cc dalla linea particolarmente
riuscita. Per concludere, nel 1959 sono in listino
anche uno scooter di 75 cc a ruote alte e un
microscooter di 50 cc.
Bicicletta a motore 63 del 1950
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ALTEA
1938-41
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Fondata a Milano nel gennaio
1938, con il nome di Seiling, dall'ing. Adalberto
Seiling (già fondatore della MAS), venne poi
rinominata Sei, per assumere la denominazione
definitiva di Altea dal 1939. La prima moto
realizzata nei locali di via Brioschi, fu una
monocilindrica da 350 cc a valvole laterali
con volano esterno e cambio in blocco a tre
marce, seguì una motoleggera da 200 cc con valvole
in testa, distribuzione ad aste e bilancieri
e sospensione posteriore tipo cantilever. Il
medesimo propulsore venne impiegato anche per
motorizzare un motofurgoncino commercializzato
nel 1940. A causa degli eventi bellici, l'azienda
chiuse i battenti nel 1941.
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AMR
1979-85
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Casa con sede a Casarza Ligure,
in provincia di Genova, costruisce modelli da
cross con cilindrate da 125 a 350 cc. I motori
sono Sachs e sviluppano potenze dai 24 CV, del
modello da 125 cc, ai 35 CV, di quello da 250
cc, fino ai 36 cv della versione 350 cc.
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ANCILLOTTI
1967-85
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Piccola marca specializzata in
ciclomotori e motociclette sportive e da fuoristrada
dotate di motori Franco Morini, Hiro e Sachs
da 50, 125 e 250 cc.
Ciclomotore 50 del 1968
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ANCORA
1923-40
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Motociclette fabbricate a Milano,
nel 1923 presenta una motoleggera con motore
Villiers a due tempi di 147 cc nelle versioni
Turismo e Sport. Nel 1924, esce un nuovo modello
con motore Villiers a due tempi di 247 cc, mentre
nel 1926 è prodotto un modello di 122 cc a due
tempi, un modello di 172 ed uno di 247 cc sempre
a due tempi. Nel 1927 i modelli di punta sono
i 175 e 250 cc, nelle versioni normale, sport
e corsa, tutti con cambio a tre rapporti, mentre
nel 1928 viene presentata una bicicletta a motore
di 122 cc e due motoleggere di 147 cc e 172
cc. Completano la gamma due modelli di 250 cc
e 350 cc, sempre con motore Villiers a due tempi
e cambio a tre velocità. Nel 1931 produce una
motoleggera con cambio a tre velocità con motore
Villiers di 175 cc. Nel 1936, costruisce un
solo modello di 250 cc due tempi e viene poi
assorbita dalla Dei. Nel 1940, esce ancora un’Ancora
di 175 cc a due tempi.
Motocicletta 175 del 1929
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ANZANI
1920-24
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Nel 1907 in Francia il pioniere
italiano Alessandro Anzani iniziò a costruire
motori per aerei e motociclette. Dopo aver fondato
una ditta nella città di Milano, nel 1922 costruì
una bicilindrica a V da 500 cc con valvole in
testa e alcune versioni da 750 e 1000 cc con
valvole laterali.
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APRILIA
1960
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La Aprilia, fabbrica di biciclette,
costruì i suoi primi ciclomotori a Noale, in
provincia di Vicenza. Nel 1975 sviluppò alcuni
modelli fuoristrada, tra cui lo Scarabeo, con
motori Sachs, Rotax e Hiro. Nel 1982 produsse
modelli da strada e iniziò a sviluppare motociclette
da corsa, utilizzando dapprima motori a due
tempi Rotax. Nel 1992 vinse il campionato mondiale
125 e, due anni più tardi, il campionato 125
e 250. Ha costruito anche monocilindriche con
motore a quattro tempi Rotax. Dal 1995 produce
una bicilindrica a V di elevata cilindrata con
motore di propria produzione.
Ciclomotore 50 del 1962
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AQUILA
1926-58
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Con questo marchio sono state
prodotte diverse motociclette. Nel 1926, la
ditta Cavani di Bologna, agente della DKW per
l’Italia, costruisce motoleggere con il nome
Aquila che utilizzano motori di 132 cc della
Casa tedesca. Fino al 1934, utilizza anche motori
Python Rudge, a quattro valvole radiali, di
250 e 350 cc. Nel 1935, scompare definitivamente.
Secondo altre fonti, le motociclette Aquila
sono costruite, dal 1927 al 1935, a Torino.
La produzione comprende modelli con motori di
175 cc, a quattro tempi, a valvole in testa,
con caratteristiche prettamente sportive. Altre
motoleggere, senza nulla in comune con le precedenti,
sono prodotte dalla Moto Aquila di Roma dal
1954 al 1958.
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ARDEA
1931-34
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Con sede a Gallarate, costruì
una serie di moto, tra cui un modello con cilindro
orizzontale, valvole in testa e cambio a tre
marce, la produzione fu limitata.
Motoclicletta 250 del 1939
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ARDITO
1951-54
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La SIMES di Stradella (PV), inizia
a produrre il ciclomotore Ardito nel 1952, con
motore di 48 cc, oltre ad una motoleggera di
125 cc. Con lo stesso marchio vengono realizzati
anche motori ausiliari di 49 e 73 cc. Nel 1953,
si aggiungono una motoleggera Sport di 100 cc,
a due tempi, e uno scooterino di 49 cc, con
carenatura completa. Nel 1954, la Ardito cessa
la produzione.
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ARES
1932-35
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A Torino vengono costruite motociclette
da 175 cc con valvole, la produzione è molto
limitata.
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ARIZ
1952-54
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La Ditta fondata da Armido Rizzetto
a Milano costruisce il ciclomotore Ariz di 48
cc. Il motore è un monocilindrico orizzontale,
molto simile al Mosquito della Garelli. Oltre
al ciclomotore completo, è disponibile anche
il solo motore, che può essere applicato a qualsiasi
tipo di bicicletta. Il moto è trasmesso alla
ruota per mezzo di un rullo di aderenza.
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ARZANI
1904-06
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Francesco Arzani costruì una
moto da corsa con motore a singolo cilindro
verticale e trasmissione a cinghia.
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ASPES
1955-84
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Il marchio nasce nel 1955, in
uno stabilimento alla periferia di Gallarate
(Varese). Per tredici anni si dedica alla produzione
di biciclette, poi quella di motociclette con
motori Minarelli. Nel 1969, produce i primi
fuoristrada tra cui il Cross Special 69 che
è il primo ciclomotore da cross ad essere equipaggiato
di serie con sospensioni teleidrauliche Ceriani.
Al Salone di Milano del 1971 presenta il prototipo
di una 125 da cross, con motore Sachs. La versione
definitiva, prodotta nel 1972 col nome di Apache,
ma con motore Maico. Nel 1973, iniziano le consegne
dei primi modelli 125 cross e regolarità denominati
Hopi. Il motore è un due tempi, con quattro
luci di travaso. La versione cross dispone di
20 CV a 8500 giri/min e pesa 85 kg, mentre la
versione regolarità raggiunge la stessa potenza
a 8000 giri/min e pesa 96 kg. Nel 1974, l’Hopi
regolarità diventa ad alimentazione lamellare
e il modello vanta la particolarità di una doppia
aspirazione, ottenuta in parte attraverso una
valvola a lamelle sul carter e, in parte, attraverso
il moto del pistone. La potenza è di 20 CV a
9600 giri/min e la cilindrata è 123,6 cc. Nel
1976, inizia la produzione del modello Juma,
una 125 sportiva, prima per la Francia e poi
per l’Italia. Il motore è un Aspes monocilindrico
a due tempi, con cilindrata di 123,15 cc, cambio
a sei rapporti. Nel 1977, la gamma è completata
da alcuni ciclomotori economici 50 cc, i Navaho,
con motore Minarelli Compact System. Nel 1978,
si aggiungono il Sioux 50, monomarcia a frizione
automatica, e il Mini Sioux, con stesso motore
Minarelli V1, avviamento a kick starter. Negli
anni seguenti il marchio declina e, nel 1982,
è rilevato dalla Unimoto di Longiano (FO), pur
continuando a vivere, fino al 1984, con i modelli
esistenti e con una nuova serie, come lo Squalo
125, l’Enduro TK 125 e 50, i ciclomotori Folk
e Carrera e l’originale Mototopo.
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ASPI
1945-51
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Nel 1947, l’ingegner Salvatore
Nacci progetta per l’ASPI (Società Attrezzature
Servizi Pubblici Industriali) una motocicletta
di cui viene presentato soltanto il motore in
occasione del Salone di Milano di quell’anno.
Si tratta di un due tempi, a due cilindri orizzontali
contrapposti trasversali, alloggiati in un blocco
motore compatto, di linea gradevole. La cilindrata
totale è di 124,7 cc, il rapporto di compressione
di 6:1 e la potenza di 5 CV. Nel 1949, produce
due modelli di 125 e 175 cc con le stesse caratteristiche,
la cui unica variazione è l’aspirazione che
avviene per mezzo di un distributore rotativo.
Il cambio è comandato da una manopola sul manubrio.
Tuttavia, sembra che queste siano rimaste dei
prototipi e che non siano mai entrate in produzione.
Da segnalare anche i motori Cab che costruisce
a partire dal 1945, a due tempi, di tipo classico,
senza cambio, ma con frizione a dischi multipli,
da applicare sotto la pedaliera di una bicicletta,
con un sistema elastico per impedire che le
vibrazioni siano trasmesse al telaio. Fornisce
anche ciclomotori completi. Il motore Cab continua
ad essere costruito senza modifiche fino al
1951.
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ASSO
1927-51
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Motoleggera prodotta a Torino
dalla Costruzioni Meccaniche Algadi e presentata
per la prima volta nel 1927. Nel 1931 esce un
nuovo modello più sportivo di 175 cc, monocilindrico,
inclinato in avanti di 30°, con la distribuzione
a valvole in testa. Nel 1947 viene costruito
un motore ausiliario, monocilindrico orizzontale
a due tempi, modificato negli anni successivi.
Nel 1950, l’Asso, costruito dalla CABI-Cattaneo
può essere applicato sopra la ruota posteriore,
con il cilindro rovesciato e la testa rivolta
verso il basso. La trasmissione finale è a rullo.
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ASTORIA
1934-58
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Fondata nel 1934 dal'ex pilota
Virginio Fieschi, in società con Arturo Rognoni,
producono una 250 e una 500 in varie versioni,
utilizzando motore Ajax costruito dalla AJS.
Sono macchine accuratamente rifinite con cambio
Burman quattro velocità e comando a pedale.
Nel 1935, utilizza sui suoi modelli motori di
progettazione propria con le stesse caratteristiche
generali. Questa marca scompare dal mercato
nel 1936 per riprendere l’attività nel 1950,
sempre per iniziativa di Fieschi. È di quell’anno
una 125 cc con motore Villiers a due tempi cui
seguono due versioni equipaggiate con motori
originali della Casa, quasi tutti progettati
da Alfredo Bianchi, che in seguito progetterà
i motori della Aermacchi. Fino al 1954, sono
realizzate motoleggere di 149, 169 e 199 cc
due tempi, quattro rapporti, mentre escono dalla
gamma i modelli 125 cc. Nel 1954, esce una motoleggera
con motore a quattro tempi di 175 cc, distribuzione
ad aste e bilancieri, forcella anteriore telescopica
e sospensione posteriore a forcellone oscillante.
Nel 1955, sono realizzate una 169 cc, nelle
versioni ad aste e bilancieri e ad albero a
camme in testa e una 150 cc a due tempi. Nel
1957, si aggiungono una 175 cc, a quattro tempi
in diverse versioni e una 150 cc a due tempi,
oltre ad un motocarro, con motore di 50 cc.
La Moto Astoria, con sede a Milano-Affori, cessa
la produzione nel 1958.
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ASTRA
1931-53
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Motocicletta presentata da Max
Türkheimer, alla fine del 1931. È una motoleggera
con motore monocilindrico verticale di 175 cc,
a valvole in testa, comandate da aste e bilancieri
e con cambio Burman a tre velocità, che entra
in produzione di serie nel 1933. Nel 1934 utilizza
il cambio a quattro marce, il motore viene riprogettato
e il cilindro è leggermente inclinato in avanti.
Nello stesso anno, la Astra costruisce anche
due motociclette di 250 cc e 500 cc, con motore
Ariel, dove vengono rinnovati nel 1935 e la
175 è sostituita da una 220 cc, con motore Astra
originale. Nel 1936, sulla 500 cc viene utilizzato
un motore originale Astra nelle versioni Turismo
e Sport ed in listino c’è anche un modello 350
cc, stesse caratteristiche, ma con motore Ariel.
Dal 1937 al 1940, limita, fino a cessare del
tutto, l’importazione delle Ariel inglesi e
si dedica principalmente alla produzione di
motori e motociclette originali, costruendo
anche motocarri e motofurgoni. Nel 1941, produce
motociclette di 350 e 500 cc sia con telaio
rigido che con telaio elastico. Nel 1949, la
gamma comprendeva modelli di 250, 350 e 500
cc a quattro tempi, con distribuzione a valvole
in testa e anche una motoleggera con motore
a due tempi di 125 cc. La Astra scompare nel
1953.
Motoclicletta 500 del 1937
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ASTRO
1950-53
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Astro, motore ausiliario, è un
monocilindrico orizzontale di 47 cc, a due tempi
con trasmissione a rullo di aderenza.
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ATALA
1923-34
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Fondata in Italia nel 1906 come
fabbrica di biciclette, nel 1926, aveva in produzione
una vasta gamma di modelli, da 175 e 350 cc,
quasi tutti equipaggiati con motori inglesi
JAP. Nel 1931, presenta una motoleggera di 175
cc, sempre con motore Jap, con valvole in testa.
Negli anni a seguire, fino al 1934 quando abbandona
la produzione motociclistica, costruisce anche
modelli di 500 cc con valvole in testa e laterali.
Il propulsore è anche in questo caso JAP. A
partire dal 1954 il marchio è stato ripreso
dalla Officine Cesare Rizzato di Padova, produttrice
di ciclomotori.
Motoclicletta 175 del 1932
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ATTOLINI
1920-23
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Motocicletta prodotta nel 1921.
Utilizza il motore Villiers, un monocilindrico
verticale, a due tempi, di 269 cc, con accensione
a magnete, volano alternatore, trasmissione
mista cinghia catena e la forcella anteriore
elastica.
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AUGUSTA
1924-33
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È del 1926 una 350 cc con distribuzione
ad albero a camme in testa e cambio separato
a tre velocità, il cui motore è progettato dal
famoso tecnico Angelo Blatto. Nello stesso anno,
cambia sede da Torino a Bologna e la ragione
sociale diviene FIAB (Fabbrica Italiana Augusta
Bologna). Produce anche una bicicletta a motore
nelle versioni 125 e 175 cc. Le stesse sono
realizzate, nel 1927, nelle versioni Turismo,
Corsa su strada, e Corsa su pista. Al Salone
di Milano dello stesso anno viene presentata
un’Augusta di 250 cc. Nel 1929, continua nella
produzione dei modelli 125 e 175 cc in varie
versioni ed aggiunge un modello di 175 cc con
distribuzione a valvole laterali. Tutti i modelli,
con poche modifiche, rimangono in listino fino
al 1930. L’anno seguente, ultimo anno di vita
della Casa, la 175 (due marce) e la 350 (tre
marce) hanno la distribuzione ad albero a camme
in testa.
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AZZARITI
1933-34
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Nel 1931, Vincenzo Azzariti,
progetta e costruisce un motore di 175 cc, a
valvole in testa, con comando desmodromico della
distribuzione. Nel 1934, viene costruita una
motocicletta con il motore a due cilindri verticali
affiancati, con manovelle di 360° e con la distribuzione
a due alberi a camme in testa, comandati da
ingranaggi. La cilindrata è di 343,99, con alesaggio
e corsa di 62 x 57 mm. Risulta che la distribuzione
desmodromica di Azzariti sia stata applicata
con successo anche ad una motoleggera Benelli.
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