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Un po' di storia

 

 

 

 

 

 

Marche Motocicli (A)

Tutte le Case motociclistiche Italiane

In questa pagina ed altre collegate, vi sono 579 marchi di Ditte che nel ventesimo secolo hanno costruito: cicli, motocicli, motoleggere ed altro.

Quasi sempre, il marchio, o il logo, come vengono chiamati delle varie Case motociclistiche, non sono altro che il nome del fondatore. Molte volte però, dietro a sigle o disegni si nascondono abbreviazioni e/o slogan che rivelano le origini della marca. Menzionarli tutti, sarebbe interessante ma praticamente impossibile, le fabbriche di motociclette, da cento anni a questa parte, si dice siano state all'incirca cinquemila! Eccone, una piccola parte, scelti tra quelli italiani, storicamente più o meno importanti.

L'autore di queste pagine attinenti ai marchi, non è responsabile per il contenuto in quanto trattasi di giorni e giorni di ricerche effettuate su vecchie riviste del settore, quotidiani, libri, internet e quant'altro, pertanto declina ogni responsabilità.

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ABIGNENTE
1926-29

Motocicletta prodotta dal 1926, dotata di un motore a due tempi di 345 cc.

A.I.M.
1976-86

Casa costruttrice (le cui iniziali stanno per Assemblaggio Italiano Motocicli) che inizia la produzione di motociclette nel 1976, con sede prima a Prato, poi a Vaiano (Prato). I primi modelli con motori Sachs sono destinati al cross e alla regolarità, nelle cilindrate di 50 e 125 cc. Sempre nel 1976 vengono realizzati anche ciclomotori equipaggiati con motori Franco Morini, sia monomarca (A1, Mini Girl’s e Cross Boy) sia dotati di cambio a quattro marce, come il modello Jumbo. Negli anni seguenti, alla serie cross si aggiunge anche una versione di 250 cc e la serie enduro viene ampliata con le versioni di 100, 175 e 250 cc. Negli anni Ottanta, la produzione viene limitata alle cilindrate 50/80 (sia da enduro che da cross) e al ciclomotore Baby Trial (1982). Nel 1983 è in listino solo un ciclomotore, lo ZB1, che rimane l’unico modello in produzione fino al 1986, anno in cui la fabbrica chiude.

A.P.E.

1923-25

La A.P.E. venne fondata nel 1923 da Ermanno Agostinelli, Meccanico e tornitore di San Michele al Fiume, e Luigi Perone, Ufficiale Postale di Mondavio (PU), costruisce motoleggere utilizzando, (prima Casa Italiana) il motore francese a due tempi Traln. Prodotte nella versione sport e turismo, con poche differenze tra loro. Nel 1924 continua la produzione con migliore e dettagli, ma l'anno seguente dopo aver costruito pochissimi esemplari, nessuno dei quali giunti a noi, scompare dal mercato.

ABRA

1923-27

Ideata da Alfeo Rodolfi, è una bicicletta a motore prodotta intorno al 1923 equipaggiata con motore D.K.W da 123 cc.

Motocicletta 125 del 1924

ACCOSSATO

1973-89

Casa motociclistica con sede a Moncalieri (Torino) fondata nel 1973 da Giovanni Accossato. Produce in piccola serie modelli di 50 cc riservati al cross fino al 1979, anno nel quale introduce sul mercato anche motociclette enduro che prendono parte a campionati minori di fuoristrada.

ACSA
1954

Casa con sede a Bologna che, nel 1954 produce il ciclomotore Veltro. Motori applicati sotto la pedaliera, arrivano fino a 75 cc.

AD
1924-27

Pochissime le informazioni disponibili riguardo a questa motocicletta, si sa solo che viene costruita da Antonio Dio, da cui la sigla, fino al 1927.

AERMACCHI

1945

Fabbrica di aerei di Varese, iniziò con un motocarro a tre ruote chiamato commerciale Macchi MB1, la produzione continuò fino al 1951, anno in cui venne presentato lo scooter Macchi 125 N, entrambi i modelli uscirono dai progetti di Lino Tonti. Nel 1956 apparve l'avveniristica Chimera, il cui motore da 175 cc con valvole in testa fu per molti anni la base dei modelli da 175 fino a 350 cc. Nel 1960 la Harley-Davidson acquistò il 50% della Aermacchi, vendendo i suoi prodotti negli Stati Uniti con il proprio marchio. Nel 1967 apparve una monocilindrica a due tempi da 125 cc. Le bicilindriche a due tempi da corsa vinsero il campionato mondiale 250 e 350. Nel 1974 la HarleyDavidson assunse il controllo totale della casa italiana. 1978 La Harley-Davidson vendette alla Cagiva.

Scooter 125 del 1952

AEROCAPRONI
AEROMERE

1950-64

Dopo la guerra la fabbrica di aeroplani Caproni entrò nella produzione motociclistica costruendo una motocicletta a due tempi da 48 cc. Nel 1951 apparve il Capriolo da 75 cc, con un motore avanzato dotato di valvole in testa, cambio a quattro marce e telaio in acciaio stampato. In seguito vennero prodotte alcune versioni da 100 e 125 cc. Nel 1954 la Caproni costruì una 150, con motore trasversale a due cilindri contrapposti, telaio in acciaio stampato e trasmissione finale a catena. Nel 1958 la ditta cambiò nome in Aeromere, ma la serie di moto da 75, 100 e 125 cc era ancora nota con il nome Capriolo. Tutta la produzione di motociclette terminò nel 1964.

Scooter 150 del 1951

AESTER
1932-35

Fabbrica del torinese che costruì motociclette utilizzando motori a quattro tempi da 150 e 500 cc.

AETOS
1912 -14

Motocicletta costruita a Torino nei primi anni del novecento, dalla Ditta Pozzi. Utilizza un motore bicilindrico di 500 cc, ed eroga una potenza di 3,5 CV.

AGOSTINI
1991

Produce ciclomotori a due tempi da 50 cc con motori Franco Morini (nessun rapporto con il Giacomo ex campione del mondo).

AGRATI
1958-65

Produttore di componenti per biciclette, costruì dal 1958, lo scooter Capri da 70, 80 e 125 cc ed anche il Como da 48 cc. Nel 1960 rilevò la Garelli utilizzandone il nome fino al 1965.

ALATO
1923-25

Piccola Casa motociclistica fondata dai fratelli Mario e Giulio Gospio di Torino, che produce un modello, con motore di propria realizzazione, di 131 cc. Anche se si tratta di una moto valida, la Alato non riesce a emergere nel sovraffollato mercato dell’epoca.

ALCYON ITALIA

1926-28

Costruì moto su licenza della francese Alcyon da 98 e 350 cc.

Motocicletta 350 del 1925

ALDBERT
1951-58

Piccola Casa sorta a Milano. Produce motociclette sportive molto interessanti, tra cui alla fine del 1955 una 175 cc, la Razzo, in grado di toccare i 150 km/h. Seguono i modelli Gran Sport 175 cc, Turismo Sport e Super Sport di 160 cc, e alcune versioni di un ciclomotore di 49 cc.

ALFA
1923-26

Con questo marchio vengono costruite a Udine motociclette di piccola cilindrata (125 e 175 cc) che utilizzano motori JAP Norman ed anche Blackbune. Si ha notizia, ma non certezza anche di una 350 cc sportiva realizzata nel 1927.

ALGAT
1992

Ha costruito un ciclomotore pieghevole chiamato Plico da 22 cc.

ALIPRANDI
1925-31

La Aliprandi di Milano realizza pochi esemplari di motociclette che utilizzano vari motori, tra cui Moser JAP da 175 e 250 cc. Sono da segnalare anche motoleggere di 125 cc. Nel 1928 entra in produzione una 350 cc e una 500 cc in grado di toccare 135 km/h.

Motocicletta 500 del 1930

ALKRO
1992 -

Produce ciclomotori pieghevoli da 48 cc.

ALMIA
1924-26

Costruì motociclette utilizzando motori commerciali a due tempi di 125 cc.

ALPINA
1923-26

Piccola azienda che ha prodotto motociclette a due tempi.

ALPINO

1944-62

Si tratta di uno dei primi micromotori italiani, già prodotto in piccola serie nel 1945 dalla Motobici di Stradella (Pavia), una delle maggiori fabbriche italiane di motori e ciclomotori. Al termine della Seconda guerra mondiale la produzione si intensifica e l’Alpino si diffonde rapidamente, anche grazie alla fama di essere praticamente indistruttibile, restando senza modifiche fino al 1948. Poi ne vengono prodotte diverse versioni, il modello S di 48 cc (70 chilometri con un litro di miscela, velocità di 40 km/h), il modello ST di 63 cc e il modello R di 48 cc. Sempre nel 1948 la Motobici costruisce il ciclomotore Piuma, con motore di 60 cc, e una motoleggera con motore di 98 cc. La produzione nel 1951 comprende i ciclomotori R48, C48 e F48. Viene realizzata anche una motoleggera di 125 cc, derivata dal precedente modello di 98 cc, e viene presentato lo scooter F48, di 48,9 cc, dal telaio assai originale. La gamma dei modelli Alpino viene ampliata nel 1952 con nuove versioni della motoleggera di 125 cc. In questo stesso anno un Alpino di 75 cc, dotato di speciale carenatura, supera sul chilometro lanciato la velocità di 128 km/h, e la scuderia Perales, creata dai concessionari della Motobici Alpino per l’Argentina, utilizza un motore di 75 cc su un ciclomotore provvisto di una strana carenatura a uovo e con questo mezzo batte il primato mondiale nel miglio con partenza lanciata, con la velocità di 92,180 km/h, e il primato mondiale del chilometro, alla velocità di 129 km/h. Altri primati vengono raggiunti con un Alpino 50 in grado di raggiungere una velocità massima di 82,216 km/h. In occasione di questi tentativi è collaudata a Monza anche una nuova motoleggera Alpino di 75 cc. Alla fine del 1953 i ciclomotori sono l’Alpetta R48, l’F48, con motore di 48,9 cc, senza cambio, e il Roma, con lo stesso motore ma cambio a due velocità, e lo scooter F48. Le motoleggere sono i modelli di 75 e 125 cc. La produzione Alpino del 1954 e 1955 utilizza quasi esclusivamente motori a due tempi, un motore quattro tempi equipaggia soltanto la motoleggera 175 4T di 173,6 cc (velocità di 100 km/h). Per le corse viene preparata una moto di 74 cc in grado di raggiungere la velocità di 120 km/h. Nel 1956 viene prodotto uno scooter di 75 cc e la motoleggera di 125 cc è venduta in due versioni. Nel 1957 è in listino il T48, ciclomotore di 48,9 cc dalla linea particolarmente riuscita. Per concludere, nel 1959 sono in listino anche uno scooter di 75 cc a ruote alte e un microscooter di 50 cc.

Bicicletta a motore 63 del 1950

ALTEA
1938-41

Fondata a Milano nel gennaio 1938, con il nome di Seiling, dall'ing. Adalberto Seiling (già fondatore della MAS), venne poi rinominata Sei, per assumere la denominazione definitiva di Altea dal 1939. La prima moto realizzata nei locali di via Brioschi, fu una monocilindrica da 350 cc a valvole laterali con volano esterno e cambio in blocco a tre marce, seguì una motoleggera da 200 cc con valvole in testa, distribuzione ad aste e bilancieri e sospensione posteriore tipo cantilever. Il medesimo propulsore venne impiegato anche per motorizzare un motofurgoncino commercializzato nel 1940. A causa degli eventi bellici, l'azienda chiuse i battenti nel 1941.

AMR
1979-85

Casa con sede a Casarza Ligure, in provincia di Genova, costruisce modelli da cross con cilindrate da 125 a 350 cc. I motori sono Sachs e sviluppano potenze dai 24 CV, del modello da 125 cc, ai 35 CV, di quello da 250 cc, fino ai 36 cv della versione 350 cc.

ANCILLOTTI

1967-85

Piccola marca specializzata in ciclomotori e motociclette sportive e da fuoristrada dotate di motori Franco Morini, Hiro e Sachs da 50, 125 e 250 cc.

Ciclomotore 50 del 1968

ANCORA
1923-40

Motociclette fabbricate a Milano, nel 1923 presenta una motoleggera con motore Villiers a due tempi di 147 cc nelle versioni Turismo e Sport. Nel 1924, esce un nuovo modello con motore Villiers a due tempi di 247 cc, mentre nel 1926 è prodotto un modello di 122 cc a due tempi, un modello di 172 ed uno di 247 cc sempre a due tempi. Nel 1927 i modelli di punta sono i 175 e 250 cc, nelle versioni normale, sport e corsa, tutti con cambio a tre rapporti, mentre nel 1928 viene presentata una bicicletta a motore di 122 cc e due motoleggere di 147 cc e 172 cc. Completano la gamma due modelli di 250 cc e 350 cc, sempre con motore Villiers a due tempi e cambio a tre velocità. Nel 1931 produce una motoleggera con cambio a tre velocità con motore Villiers di 175 cc. Nel 1936, costruisce un solo modello di 250 cc due tempi e viene poi assorbita dalla Dei. Nel 1940, esce ancora un’Ancora di 175 cc a due tempi.

Motocicletta 175 del 1929

ANZANI
1920-24

Nel 1907 in Francia il pioniere italiano Alessandro Anzani iniziò a costruire motori per aerei e motociclette. Dopo aver fondato una ditta nella città di Milano, nel 1922 costruì una bicilindrica a V da 500 cc con valvole in testa e alcune versioni da 750 e 1000 cc con valvole laterali.

APRILIA

1960

La Aprilia, fabbrica di biciclette, costruì i suoi primi ciclomotori a Noale, in provincia di Vicenza. Nel 1975 sviluppò alcuni modelli fuoristrada, tra cui lo Scarabeo, con motori Sachs, Rotax e Hiro. Nel 1982 produsse modelli da strada e iniziò a sviluppare motociclette da corsa, utilizzando dapprima motori a due tempi Rotax. Nel 1992 vinse il campionato mondiale 125 e, due anni più tardi, il campionato 125 e 250. Ha costruito anche monocilindriche con motore a quattro tempi Rotax. Dal 1995 produce una bicilindrica a V di elevata cilindrata con motore di propria produzione.

Ciclomotore 50 del 1962

AQUILA
1926-58

Con questo marchio sono state prodotte diverse motociclette. Nel 1926, la ditta Cavani di Bologna, agente della DKW per l’Italia, costruisce motoleggere con il nome Aquila che utilizzano motori di 132 cc della Casa tedesca. Fino al 1934, utilizza anche motori Python Rudge, a quattro valvole radiali, di 250 e 350 cc. Nel 1935, scompare definitivamente. Secondo altre fonti, le motociclette Aquila sono costruite, dal 1927 al 1935, a Torino. La produzione comprende modelli con motori di 175 cc, a quattro tempi, a valvole in testa, con caratteristiche prettamente sportive. Altre motoleggere, senza nulla in comune con le precedenti, sono prodotte dalla Moto Aquila di Roma dal 1954 al 1958.

ARDEA
1931-34

Con sede a Gallarate, costruì una serie di moto, tra cui un modello con cilindro orizzontale, valvole in testa e cambio a tre marce, la produzione fu limitata.

Motoclicletta 250 del 1939

ARDITO
1951-54

La SIMES di Stradella (PV), inizia a produrre il ciclomotore Ardito nel 1952, con motore di 48 cc, oltre ad una motoleggera di 125 cc. Con lo stesso marchio vengono realizzati anche motori ausiliari di 49 e 73 cc. Nel 1953, si aggiungono una motoleggera Sport di 100 cc, a due tempi, e uno scooterino di 49 cc, con carenatura completa. Nel 1954, la Ardito cessa la produzione.

ARES
1932-35

A Torino vengono costruite motociclette da 175 cc con valvole, la produzione è molto limitata.

ARIZ
1952-54

La Ditta fondata da Armido Rizzetto a Milano costruisce il ciclomotore Ariz di 48 cc. Il motore è un monocilindrico orizzontale, molto simile al Mosquito della Garelli. Oltre al ciclomotore completo, è disponibile anche il solo motore, che può essere applicato a qualsiasi tipo di bicicletta. Il moto è trasmesso alla ruota per mezzo di un rullo di aderenza.

ARZANI
1904-06

Francesco Arzani costruì una moto da corsa con motore a singolo cilindro verticale e trasmissione a cinghia.

ASPES

1955-84

Il marchio nasce nel 1955, in uno stabilimento alla periferia di Gallarate (Varese). Per tredici anni si dedica alla produzione di biciclette, poi quella di motociclette con motori Minarelli. Nel 1969, produce i primi fuoristrada tra cui il Cross Special 69 che è il primo ciclomotore da cross ad essere equipaggiato di serie con sospensioni teleidrauliche Ceriani. Al Salone di Milano del 1971 presenta il prototipo di una 125 da cross, con motore Sachs. La versione definitiva, prodotta nel 1972 col nome di Apache, ma con motore Maico. Nel 1973, iniziano le consegne dei primi modelli 125 cross e regolarità denominati Hopi. Il motore è un due tempi, con quattro luci di travaso. La versione cross dispone di 20 CV a 8500 giri/min e pesa 85 kg, mentre la versione regolarità raggiunge la stessa potenza a 8000 giri/min e pesa 96 kg. Nel 1974, l’Hopi regolarità diventa ad alimentazione lamellare e il modello vanta la particolarità di una doppia aspirazione, ottenuta in parte attraverso una valvola a lamelle sul carter e, in parte, attraverso il moto del pistone. La potenza è di 20 CV a 9600 giri/min e la cilindrata è 123,6 cc. Nel 1976, inizia la produzione del modello Juma, una 125 sportiva, prima per la Francia e poi per l’Italia. Il motore è un Aspes monocilindrico a due tempi, con cilindrata di 123,15 cc, cambio a sei rapporti. Nel 1977, la gamma è completata da alcuni ciclomotori economici 50 cc, i Navaho, con motore Minarelli Compact System. Nel 1978, si aggiungono il Sioux 50, monomarcia a frizione automatica, e il Mini Sioux, con stesso motore Minarelli V1, avviamento a kick starter. Negli anni seguenti il marchio declina e, nel 1982, è rilevato dalla Unimoto di Longiano (FO), pur continuando a vivere, fino al 1984, con i modelli esistenti e con una nuova serie, come lo Squalo 125, l’Enduro TK 125 e 50, i ciclomotori Folk e Carrera e l’originale Mototopo.

ASPI
1945-51

Nel 1947, l’ingegner Salvatore Nacci progetta per l’ASPI (Società Attrezzature Servizi Pubblici Industriali) una motocicletta di cui viene presentato soltanto il motore in occasione del Salone di Milano di quell’anno. Si tratta di un due tempi, a due cilindri orizzontali contrapposti trasversali, alloggiati in un blocco motore compatto, di linea gradevole. La cilindrata totale è di 124,7 cc, il rapporto di compressione di 6:1 e la potenza di 5 CV. Nel 1949, produce due modelli di 125 e 175 cc con le stesse caratteristiche, la cui unica variazione è l’aspirazione che avviene per mezzo di un distributore rotativo. Il cambio è comandato da una manopola sul manubrio. Tuttavia, sembra che queste siano rimaste dei prototipi e che non siano mai entrate in produzione. Da segnalare anche i motori Cab che costruisce a partire dal 1945, a due tempi, di tipo classico, senza cambio, ma con frizione a dischi multipli, da applicare sotto la pedaliera di una bicicletta, con un sistema elastico per impedire che le vibrazioni siano trasmesse al telaio. Fornisce anche ciclomotori completi. Il motore Cab continua ad essere costruito senza modifiche fino al 1951.

ASSO
1927-51

Motoleggera prodotta a Torino dalla Costruzioni Meccaniche Algadi e presentata per la prima volta nel 1927. Nel 1931 esce un nuovo modello più sportivo di 175 cc, monocilindrico, inclinato in avanti di 30°, con la distribuzione a valvole in testa. Nel 1947 viene costruito un motore ausiliario, monocilindrico orizzontale a due tempi, modificato negli anni successivi. Nel 1950, l’Asso, costruito dalla CABI-Cattaneo può essere applicato sopra la ruota posteriore, con il cilindro rovesciato e la testa rivolta verso il basso. La trasmissione finale è a rullo.

ASTORIA
1934-58

Fondata nel 1934 dal'ex pilota Virginio Fieschi, in società con Arturo Rognoni, producono una 250 e una 500 in varie versioni, utilizzando motore Ajax costruito dalla AJS. Sono macchine accuratamente rifinite con cambio Burman quattro velocità e comando a pedale. Nel 1935, utilizza sui suoi modelli motori di progettazione propria con le stesse caratteristiche generali. Questa marca scompare dal mercato nel 1936 per riprendere l’attività nel 1950, sempre per iniziativa di Fieschi. È di quell’anno una 125 cc con motore Villiers a due tempi cui seguono due versioni equipaggiate con motori originali della Casa, quasi tutti progettati da Alfredo Bianchi, che in seguito progetterà i motori della Aermacchi. Fino al 1954, sono realizzate motoleggere di 149, 169 e 199 cc due tempi, quattro rapporti, mentre escono dalla gamma i modelli 125 cc. Nel 1954, esce una motoleggera con motore a quattro tempi di 175 cc, distribuzione ad aste e bilancieri, forcella anteriore telescopica e sospensione posteriore a forcellone oscillante. Nel 1955, sono realizzate una 169 cc, nelle versioni ad aste e bilancieri e ad albero a camme in testa e una 150 cc a due tempi. Nel 1957, si aggiungono una 175 cc, a quattro tempi in diverse versioni e una 150 cc a due tempi, oltre ad un motocarro, con motore di 50 cc. La Moto Astoria, con sede a Milano-Affori, cessa la produzione nel 1958.

ASTRA

1931-53

Motocicletta presentata da Max Türkheimer, alla fine del 1931. È una motoleggera con motore monocilindrico verticale di 175 cc, a valvole in testa, comandate da aste e bilancieri e con cambio Burman a tre velocità, che entra in produzione di serie nel 1933. Nel 1934 utilizza il cambio a quattro marce, il motore viene riprogettato e il cilindro è leggermente inclinato in avanti. Nello stesso anno, la Astra costruisce anche due motociclette di 250 cc e 500 cc, con motore Ariel, dove vengono rinnovati nel 1935 e la 175 è sostituita da una 220 cc, con motore Astra originale. Nel 1936, sulla 500 cc viene utilizzato un motore originale Astra nelle versioni Turismo e Sport ed in listino c’è anche un modello 350 cc, stesse caratteristiche, ma con motore Ariel. Dal 1937 al 1940, limita, fino a cessare del tutto, l’importazione delle Ariel inglesi e si dedica principalmente alla produzione di motori e motociclette originali, costruendo anche motocarri e motofurgoni. Nel 1941, produce motociclette di 350 e 500 cc sia con telaio rigido che con telaio elastico. Nel 1949, la gamma comprendeva modelli di 250, 350 e 500 cc a quattro tempi, con distribuzione a valvole in testa e anche una motoleggera con motore a due tempi di 125 cc. La Astra scompare nel 1953.

Motoclicletta 500 del 1937

ASTRO
1950-53

Astro, motore ausiliario, è un monocilindrico orizzontale di 47 cc, a due tempi con trasmissione a rullo di aderenza.

ATALA

1923-34

Fondata in Italia nel 1906 come fabbrica di biciclette, nel 1926, aveva in produzione una vasta gamma di modelli, da 175 e 350 cc, quasi tutti equipaggiati con motori inglesi JAP. Nel 1931, presenta una motoleggera di 175 cc, sempre con motore Jap, con valvole in testa. Negli anni a seguire, fino al 1934 quando abbandona la produzione motociclistica, costruisce anche modelli di 500 cc con valvole in testa e laterali. Il propulsore è anche in questo caso JAP. A partire dal 1954 il marchio è stato ripreso dalla Officine Cesare Rizzato di Padova, produttrice di ciclomotori.

Motoclicletta 175 del 1932

ATTOLINI
1920-23

Motocicletta prodotta nel 1921. Utilizza il motore Villiers, un monocilindrico verticale, a due tempi, di 269 cc, con accensione a magnete, volano alternatore, trasmissione mista cinghia catena e la forcella anteriore elastica.

AUGUSTA
1924-33

È del 1926 una 350 cc con distribuzione ad albero a camme in testa e cambio separato a tre velocità, il cui motore è progettato dal famoso tecnico Angelo Blatto. Nello stesso anno, cambia sede da Torino a Bologna e la ragione sociale diviene FIAB (Fabbrica Italiana Augusta Bologna). Produce anche una bicicletta a motore nelle versioni 125 e 175 cc. Le stesse sono realizzate, nel 1927, nelle versioni Turismo, Corsa su strada, e Corsa su pista. Al Salone di Milano dello stesso anno viene presentata un’Augusta di 250 cc. Nel 1929, continua nella produzione dei modelli 125 e 175 cc in varie versioni ed aggiunge un modello di 175 cc con distribuzione a valvole laterali. Tutti i modelli, con poche modifiche, rimangono in listino fino al 1930. L’anno seguente, ultimo anno di vita della Casa, la 175 (due marce) e la 350 (tre marce) hanno la distribuzione ad albero a camme in testa.

AZZARITI
1933-34

Nel 1931, Vincenzo Azzariti, progetta e costruisce un motore di 175 cc, a valvole in testa, con comando desmodromico della distribuzione. Nel 1934, viene costruita una motocicletta con il motore a due cilindri verticali affiancati, con manovelle di 360° e con la distribuzione a due alberi a camme in testa, comandati da ingranaggi. La cilindrata è di 343,99, con alesaggio e corsa di 62 x 57 mm. Risulta che la distribuzione desmodromica di Azzariti sia stata applicata con successo anche ad una motoleggera Benelli.

 

 

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